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IL METODO

spaceball 

Da sempre le organizzazioni non profit hanno “trovato il modo” di reperire le risorse necessarie per sviluppare la propria mission; il fatto che esistono ne è la prova. Perché allora oggi c’è così tanto bisogno di bravi consulenti in fund raising?

 

Lo sanno tutti che il fund raising non è un’attività da improvvisare. Ma cosa vuol dire non improvvisare? E come si fa a non improvvisare? Certo, noi consulenti diremmo che occorre analizzare, pianificare, verificare, comunicare, rendicontare. Ma esattamente di cosa stiamo parlando?

 

E’ piuttosto scontato dire che per fare fund raising in maniera efficace occorre un metodo (d’altra parte un metodo occorre per fare tutte le cose per le quali ci auguriamo una continuità), ma esattamente questo metodo che caratteristiche ha e come si acquisisce, e in quanto tempo?

E che per fare fund raising occorre passione, ma questa passione nessun consulente te la può insegnare, né gliela puoi delegare. E allora? Noi consulenti del fund raising quale compito abbiamo esattamente?

 

Crediamo di avere il compito, noi come altri, di accompagnare le organizzazioni a compiere grandi passi e a sostenerle anche in passi semplici che tuttavia, spesso si trovano a fare da sole, o non riescono a fare, o non fanno con la costanza e la pazienza che un lungo cammino necessita.  Allora noi, semplicemente, aiutiamo le organizzazioni ad analizzare se stesse ed il contesto in cui operano, ad individuare una buona causa e quindi a progettarla, ad acquisire maggiore consapevolezza della propria potenzialità relazionale, a pianificare azioni e strategie di fund raising personalizzate per target selezionati e attentamente segmentati, a comunicare in modo costante con i propri amici e con la comunità di riferimento, a dire grazie a chi dimostra loro un sostegno. E nel fare tutto questo, stiamo assieme a loro, nel pensare, nel progettare e ri-progettare, nel testare, insomma nel fare concreto, quotidiano delle attività. Perché ci interessa accompagnare le organizzazioni in un percorso che permetta loro di acquisire “un metodo”; di divenire autonome per iniziare a crescere a 360 gradi: non solo in risorse economiche, ma in relazioni, in competenze e professionalità, in consapevolezza rispetto a ciò che si è e si vuole fare, in capacità di progettazione, di comunicare, nell’attenzione a condividere i passi fatti e da fare, in trasparenza, nell’acquisizione di strumenti specifici. Insomma nel diventare bravi fundraiser.

 

Accompagnamo le organizzazioni in tutto questo con la passione che come per osmosi abbiamo assimilato dalle organizzazioni stesse che seguiamo e che negli anni abbiamo seguito, passione per un settore dove è possibile sviluppare pienamente la mission per cui si è nati, e quindi apportare il proprio contributo unico e irripetibile per rispondere ad un’esigenza locale o mondiale, per lo sviluppo di una comunità, perché si possa aumentarne la qualità del vivere.

 Natascia Astolfi

 

 

 

Scritto da mbsfundraisingblog

dicembre 18, 2008 a 5:52 pm

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